La dislessia è disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo

Quanti di voi vi siete chiesti:

“Perché mio figlio non sa leggere”? - Perché scrive così male? Perché non sa le tabelline?

Forse il suo problema è la dislessia.

La dislessia è disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo

La dislessia si caratterizza dal fatto che gli errori commessi non sono riconducibili a deficit di vista o udito, a scarsa intelligenza, a disturbi della personalità, a scarso adattamento oppure a scarsa motivazione.  La dislessia è un disturbo caratterizzato da un deficit nell’accuratezza e/o nella velocità di lettura, che rende la lettura stessa nel complesso poco  fluente.

Il ragazzo con dislessia si concentra particolarmente sulla decodifica del testo stancandosi rapidamente, commettendo errori, rimanendo indietro e di conseguenza esponendosi a una non comprensione completa del significato del testo e non imparando adeguatamente se non ha a disposizione un tempo adeguato o strumenti compensativi idonei.

Frequentemente il ragazzo con dislessia evolutiva non riesce a imparare alcune informazioni in sequenza come ad esempio  le lettere dell’alfabeto, i mesi dell’anno o i giorni della settimana. Talvolta  può confondersi riguardo ai rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni); può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa.

Una dislessia viene definita fonologica quando il sintomo predominante è la difficoltà nel processo di conversione/associazione di uno o più grafemi.

Confusione di segni diversamente orientati nello

Spazio

La “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”; la “b” e la “d”.

Confusione di segni che si differenziano per piccoli

particolari

La “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”.

 

Confusione nel discriminare segni alfabetici che

corrispondono a suoni che si assomigliano

La “f” con la “v”; la “t” con la “d”; la “p” con la “b”; la  “c” con la “g”; la “l” con la “r”; la “m” con la “n”; la “s” con la “z”.

Omissioni di grafemi e di sillabe

“porta” con “pota”; “fuoco” con “foco”; “campo” con “capo”.

Inversioni di sillabe

“li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”; “ni” al posto

di “in”.

Inversioni della parola

“introno” per “intorno” oppure “talovo” al posto di “tavolo”.

Aggiunte e ripetizioni

“tavovolo” al posto di “tavolo”.

 

Una dislessia viene definita fonologica quando il sintomo predominante è la difficoltà nell’accesso e nel recupero della forma ortografica e fonologica della parola dal lessico mentale.

Separazioni illegali

“in sieme” per “insieme”; “in dietro” per “indietro”

Fusioni illegali

“lacqua” per “l’acqua”; “nonè” per “non è”

Scambio di grafemi omofoni (non omografi)

“quore” per “cuore”; “squola” per “scuola”; “cuaderno” per “quaderno”

Omissione o aggiunta del grafema “h”

“a” per “ha”; “sciena” “schiena”